E UN GIORNO MISTERIOSO IL GRANDE LIBRO SI RIVELO'
SAGGIO DI PIETRO CITATI - CORRIERE DELLA SERA DI
MERCOLEDI' 25 MAGGIO 1983
PRIMA PARTE
NEI PRIMI MESI DEL 1908, PROUST SI LAMENTAVA PERCHE' PARIGI '' ERA DIVENTATA BRUMOSA COME LONDRA ''. NON POTEVA SOPPORTARE QUELLE GRANDI NEBBIE, CHE IMBEVEVANO PERSINO I SUOI FOGLI DI CARTA, DOVE SCRIVEVA RAPIDAMENTE DELLE PAGINE GENIALI ED INFORMI DI UN LIBRO ANCORA SCONOSCIUTO. NON SI MUOVEVA PIU' DA LETTO, COME '' TANTE LEONIE'' : PREDA DI SPAVENTOSE CRISI D'ASMA, CHE LO ASSALIVANO PER QUARANTOTTO ORE DI SEGUITO, SIMILI AGLI ASSALTI- FORSE NON LONTANI -, DELL'AGONIA. SCRIVERE UNA LETTERA GLI DAVA L'EMICRANIA O L'INSONNIA. NON POTEVA FAR PIU' NULLA- NE' ALZARSI, NE' USCIRE, NE' VEDERE AMICI, NE' PARLARE, NE' MANGIARE, NE' RESPIRARE, NE' DORMIRE. MESE DOPO MESE, IL TEMPO CRESCEVA SOTTO DI LUI, GLI ANNI SI ACCUMULAVANO GLI UNI SU GLI ALTRI COME CENERE DI CARBONE, E LUI, QUASI VECCHIO, SI TROVAVA IN PIEDI SU UNA TORRE MOBILE COSI' ALTA CHE QUASI TOCCAVA IL CIELO E DI MOMENTO IN MOMENTO STAVA PER CADERE. QUANDO SAREBBE PRECIPITATO DA QUELL'ALTEZZA VERTIGINOSA? QUANDO SAREBBE BALZATO FUORI, INCONTRANDO IL PADRE E LA MADRE ? LA SUA VITA SI ERA FATTA SILENZIOSA. E, IN QUEL SILENZIO FUNEREO, AVVERTIVA SEMPRE PIU' ACUTAMENTE I SUOI SINGHIOZZI DI BAMBINO- I TREMENDI, DOLCISSIMI SINGHIOZZI INFANTILI, CHE GIA' UNA VOLTA AVEVA RAPPRESENTATO, E CHE FORSE CONTENEVANO IL SEGRETO DELLA SUA VITA. AVEVA CREDUTO DI POSSEDERE UNA VOCAZIONE POETICA- NON PERCHE' FOSSE ORGOGLIOSO E AMBIZIOSO, MA PERCHE' LA SENTIVA ABITARE LE PROFONDITA' DEL SUO CORPO, COME CI ABITA UNA MALATTIA. SAPEVA CHE, DENTRO DI LUI, ESISTEVANO DELLE BELLE COSE INDISTINTE, SIMILI AL RICORDO DI UN'ARIA CHE CI INCANTA SENZA CHE POSSIAMO RITROVARNE IL CONTORNO, CANTICCHIARLA, E NEMMENO DIRE SE HA DELLE PAUSE O DELLE RAPIDE SUCCESSIONI DI NOTE.ERA OSSESSIONATO DAL RICORDO DI QUESTA VERITA' SCONOSCIUTA. MA PENSAVA CHE NON SAREBBE MAI RIUSCITO AD ESPRIMERE QUELLA MUSICA CONFUSA, NOTARLA, RIPRODURLA, CANTARLA ; E NESSUNO AVREBBE ASCOLTATO L'ARIA CHE L'AVEVA INSEGUITO PER TUTTA LA VITA '' COL SUO RITMO INAFFERRABILE E DELIZIOSO ''. IL SUO TALENTO SI INDEBOLIVA, LA MEMORIA DIVENTAVA INCERTA; E I FANTASMI DEL PASSATO GLI TENDEVANO LE LORO BRACCIA TENERE E IMPOTENTI , COME LE OMBRE CHE ENEA INCONTRA AGLI INFERI. NON SAPEVA DI ESSERE GIUNTO ALLA SVOLTA DECISIVA DELLA SUA ESISTENZA.PROPRIO IN QUEL CIELO BRUMOSO, IN QUELLE CRISI D'ASMA, IN QUELLA MALATTIA SI NASCONDEVA L'ENERGIA TENACISSIMA, CHE GLI AVREBBE PERMESSO DI AVVICINARSI AL SUO LIBRO. INTANTO, SI STAVA PREPARANDO. NON PIU' VIAGGI, NON PIU' VISITE, NON PIU' CENE, NON PIU' INCONTRI CON AMICI, PRESTO NEMMENO PIU' LETTURE:CON UNA VOLONTA' FERREA, MASCHERATA DALLE PIU' GENTILI E IPOCRITE SCUSE, COSTRUIVA LO SPAZIO VUOTO, CHE L'OPERA AVREBBE DOVUTO COLMARE.MALGRADO QUESTE DIFESE, QUALCHE VOLTA LA VITA BATTEVA ANCORA ALLE ALTISSIME MURA DELLA SUA CASA. HELLEU GLI REGALO' UN QUADRO ( '' C'E' TUTTO, TUTTO IL CIELO, TUTTI GLI ALBERI, TUTTA LA TERRA, TUTTA L'ACQUA, TUTTA L'OMBRA, TUTTA LA LUCE ...''); E QUESTO GESTO SCATENO' TEMPESTE NELLA SUA ANIMA. SENTIVA CON FORZA DOLOROSA QALSIASI PICCOLO PIACERE GLI VENISSE FATTO, QUALSIASI GESTO AFFETTUOSO SI POSASSE SOPRA IL SUO CAPO; IN QUELL'ISTANTE SI SENTIVA AMATO; E AVVERTIVA CHE L'AMORE CHE RICEVIAMO E' QUALCOSA DI INFINITO, CHE NON POTREMO MAI RICAMBIARE, PER QUANTO GRANDE SIA LA NOSTRA GRATITUDINE. UN ALTRO AVREBBE ACCETTATO CON GIOIA QUEL FLUSSO ; LUI NON POTEVA: SI SENTIVA IN COLPA, COME SE CHI E' OGGETTO D'AMORE FOSSE UN REIETTO; E, PER ANNULLARE LA COLPA E CANCELLARE IL DEBITO, SI SFORZAVA DI COPRIRE L'AMICO CON UNA QUANTITA' DI REGALI E D'ATTENZIONI - VASCELLI OLANDESI, PARAVENTI, SPECCHI, STUPENDI MAZZI DI FIORI- ESCOGITATI DALLA SUA PRODIGA FANTASIA ORIENTALE E DALLE CURE DELLA DEVOTA MADAME CATUSSE. COSI' SI ILLUDEVA DI ESSERE ALLA PARI CON LA VITA. IL REGALO AVEVA ANCHE UN'ALTRA FUNZIONE. EMIGRATO DALLA BOTTEGA DELL'ANTIQUARIO O DAL NEGOZIO DEL FIORISTA, SAREBBE STATO IL SUO MESSAGGERO NELLA CASA AMICA: LUI STESSO, DIVENTATO UN OGGETTO , UN OSPITE MUTO, UN GRANDE OCCHIO CHE RACCOGLIEVA I COLORI DELL'APPARTAMENTO NELLA FEDELTA' SILENZIOSA DELLE SUE PUPILLE. QUANDO UNA LETTERA GLI PORTAVA NOTIZIE TRISTI, CAPIVA LE SOFFERENZE DEGLI AMICI: FACEVA SUOI TUTTI I DOLORI REALI E TUTTI QUELLI CHE L'ACCESA FANTASIA IMMAGINAVA, PROLUNGANDOLI NEL PROPRIO CUORE; E LENIVA LE FERITE CON UNA DELICATEZZA DA SUORA.SE UN AMICO SI AMMALAVA O SI FERIVA LASCIAVA CABOURG IN TAXI' E SI PRECIPITAVA A PARIGI A SOCCORRERLO: SALVO ERMARSI A VERSAILLES , DOVE UN PIACERE PIU' OSCURO O SOLTANTO IL DESIDERIO DELL'OPERA LO INCATENAVA CON UN INCANTO PIU' FORTE. TUTTE LE MORTI- PERSINO QUELLE DI CHI NON CONOSCEVA- NON FACEVANO CHE RIPETERE LE SUE MORTI: COME SE QUEGLI EVENTI DOVESSERO RIPETERSI INDEFINITIVAMENTE PER LUI. ADESSO CHE SI ERA RINCHIUSO, AVEVA BISOGNO DI NON ESSERE FERITO DA NULLA : NON POTEVA SOPPORTARE CHE LA REALTA' GLI FOSSE OSTILE; GLI AMICI, CHE TENEVA LONTANO, DOVEVANO PROTEGGERLO DA LONTANO CON UNA RETE DI AFFETTI E DI ATTENZIONI. NON AVEVA MAI AMATO COSI' I POCHI CHE GLI ERANO RIMASTI: AMAVA I LORO CORPI, LE LORO MANI, LE LORO BRACCIA, LE LORO CAVIGLIE FERITE : '' COME IL CRISTIANO CHE MANGIA IL PANE E BEVE IL VINO E CANTA VENITE ADOREMUS'' SCRIVEVA EMPIAMENTE '' DIRO' ACCANTO A VOI LE LITANIE DELLE VOSTRE CAVIGLIE E LE LODI DEI VOSTRI POLSI ''. QUANTO A REYNALDO HAHN, L'AFFETTO PER LUI SFIORAVA IL DELITTO
'' SE SAPESSI CHE HA ASSASSINATO QUALCUNO, NASCONDEREI IL SUO CADAVERE NELLA MIA STANZA, PER FAR CREDERE DI ESSERE IO IL COLPEVOLE''. QUALCHE VOLTA, LA VITA GLI OFFRIVA ANCORA QUALCOSA DI NUOVO; GLI PORTAVA ADDIRITTURA L'AMORE- O ALMENO LA SUA FORMA. NEL MARZO 1908, CHIESE A MADAME FOULD SE LA '' GRAZIOSA '' MADEMOISELLE ORIANE DE GOYON ERA UN'AMICA DI SUA FIGLIA; IL MESE DOPO, DOMANDO' A UN AMICO SE LA CONOSCEVA E POI SE, PER CASO, TRA LE FOTOGRAFIE DI CASA ALBUFERA, CI FOSSE UNA FOTOGRAFIA DI ORIANE DE GOYON. COSA LO ATTRAEVA TALMENTE IN QUESTA RAGAZZA VENTENNE CHE NON AVEVA MAI VISTO? L'IMMENSO DESIDERIO, CHE SUSCITAVA NEL SUO CUORE IL PROFUMO DELLE JEUNES FILLES, CRISTALLIZZO' INTORNO AL NOME DI LEI? NEL GIUGNO, DIVENTANDO PIU' ARDITO, SI FECE INVITARE A UN BALLO, DOVE ORIANE DE GOYON SAREBBE APPARSA:MA NESSUNO LO PRESENTO' ''SENZA DUBBIO, NON SARO' MAI PIU' INVITATO AL BALLO E NON LA RIVREDO' MAI ''. POCHI GIORNI DOPO, PROUST INCONTRO' FINALMENTE QUEL NOME, QUEL PROFUMO, L'EMOZIONE FU COSI' GRANDE, CHE FU LI' LI' PER CADERE A TERRA, MENTRE IL PRESENTATORE UBRIACO URLAVA DELLE FACEZIE ( '' CHE NE DICI DI QUESTE GUANCETTINE ?LE PIZZICHERESTI VOLENTIERI EH? E QUESTE MELETTE, LE SGRANOCCHIERESTI ?). MA L'AMORE, CHE LA FANTASIA AVEVA CREATO NELLA PURA SOLITUDINE, NON RESSE ALLA RIVELAZIONE DELLA REALTA': ORIANE ERA MENO BELLA DI QUANTO AVESSE IMMAGINATO, '' PIU' CIVETTA CHE AMABILE '' E CON UNA VOCE UN PO' IRRITANTE; E DEL RESTO COME POTEVA NON DELUDERLO QUEL VOLTO,QUELLA VOCE E LA STESSA POSSIBILITA' DI PARLARLE ? CHIESE ANCORA A QUALCUNO DOVE LEI AVREBBE PASSATO L'ESTATE; E POI ORIANE SCOMPARVE DALLE SUE LETTERE PER RIAFFIORARE-MESCOLATA CON MILLE ALTRE VOCI, NOMI, VOLTI E PROFUMI-TRA LE PAGINE DELLA RECHERCHE. NELLE ESTATI DI CABOURG, LO PRESE UN DESIDERIO DI GIOVINEZZA. AMAVA LE ANIME CHE DOVEVANO ANCORA MATURARE
'' LE ANIME CALOROSE E PROFONDE; SEMPRE VIBRANTI E VIVIFICATE DAI QUATTRO VENTI DELLO SPIRITO'', CHE GLI RICORDAVANO LA SUA GIOVINEZZA. A CABOURG LO CIRCONDAVA UNA PICCOLA BRIGATA DI GIOVANI AMICI, DI CUI CONSERVIAMO I NOMI. CONVERSANDO CON LORO, CERCAVA DI ALLONTANARE DA SE' LA FAMA DI APPARTENERE ALLA '' RAZZA MALEDETTA'' DI SODOMA; QUALI FOSSERO I SUOI PENSIERI , RECITAVA UNA PARTE TRA, IL FRATELLO MAGGIORE E IL PADRE , CHE CERCAVA DI INTRODURLI NELLE REGIONI DELLO SPIRITO. POI , IN UNA LETTERA DEL NOVEMBRE 1909 A GEORGES DE LAURIS , TROVIAMO LA CONFESSIONE INASPETTATA: '' FAR DIVIDERE LA MIA VITA SPAVENTOSA A UNA RAGAZZA GIOVANISSIMA E DELIZIOSA , ANCHE SE LEI NON SE NE SPAVENTA, NON SAREBBE UN DELITTO ?'' NON SAPPIAMO CHI FOSSE LA '' RAGAZZA DELIZIOSA''. IL FASCINO DELLE JEUNES FILLES L'AVEVA PORTATO FINO ALLE SOGLIE DEL MATRIMONIO: EBBE IL MIRAGGIO DI CONDURRE LA VITA CHE LA MADRE AVEVA DESIDERATO PER LUI; E POI SI RITRASSE DIETRO LE IMPOSTE CHIUSE NELLA SUA CASA PERSUASO CHE NON C'ERA SALVEZZA. L'ULTIMO MIRAGGIO ERA IL DANARO. AVEVA INVESTITO IL PROPRIO CAPITALE IN AZIONI AMMINISTRATEGLI DALLA BANCA WARBURG. LEGGEVA CON PASSIONE LE '' RUBRICHE FINANZIARIE'' DEI GIORNALI: SEGUIVA L'ASCESA E LA CALATA DEI TITOLI CON UN VANTO INGENUO, PRETENDEVA DI INTENDERSI DI COSE PRATICHE, MENTRE I SUOI '' POVERI GENITORI'' NON AVEVANO AVUTO NESUNA FIDUCIA IN LUI; E SCRIVEVA DELLE LUNGHISSIME LETTERE AD UN AMICO, FUNZIONARIO DELLA BANCA , IN CUI CHIEDEVA CONSIGLI, AVANZAVA PROPOSTE, PROPONEVA VENDITE ED ACQUISTI, GUIDAVA L'INQUIETO FRONTE MOBILE DELLE SUE AZIONI COME IL PIU' ESPERTO DEI GENERALI FINANZIARI. DA UN LATO , IL SUO DESIDERIO ERA QUELLO DI ''RENTIER'' BORGHESE; POSSEDERE DELLE AZIONI SOLIDE, CHE GLI ASSICURASSERO UN BUON REDDITO A FINE ANNO. MA, DALL'ALTRA, ERA DOMINATO DA UN DESIDERIO ASSAI PIU' FANTASTICO: TUTTO QUELLO CHE VI E' DI SORDIDO, DI LOSCO, DI AVVENTUROSO, DI TRUFFALDINO NELLA REALTA' DEGLI AFFARI LO ATTRAEVA IRRESISTIBILMENTE, COME AVEVA ATTRATTO BALZAC; E SPERAVA CHE IMMERGENDOSI NEI COLORATI REGNI DELLA TRUFFA AVREBBE GUADAGNATO MONTAGNE D'ORO. COSI' PROPONEVA AL SUO AMICO DI COMPRARE I TITOLI PIU' IMPROBABILI, CHE QUALCUNO , SEMPRE MOLTO IMPORANTE, OSCURO E MISTERIOSO, GLI AVEVA CONSIGLIATO; TITOLI DELLE MINIERE D'ORO DI AUSTRALIA O DELLE FERROVIE DEL TANGANICA, LA BANCA SPAGNOLA DEL PIO DELLA PLATA, LE UNITED RAILWAYS DI L' AVANA, TRAM LIGHT AND POWER DI RIO DE JANEIRO O DI BUONOS AIRES, LE FERROVIE DA ROSARIO A PUERTO BELGRANO, E SOPRATTUTTO, CHISSA' PERCHE', LE FORSE INESTENTI AZIONI DEL PUERTO DI PARA. L'AMICO SI AFFRETTAVA A SCRIVERGLI '' STAI ATTENTO, FORSE E' UN AFFARE MERAVIGLIOSO, MA SICCOME NON LO CONOSCO MI ASTENGO DAL GIUDICARLO'' '' STAI ATTENTO, NON E' PRECISAMENTE QUELLO CHE SI CHIAMA UN INVESTIMENTO DA PADRE DI FAMIGLIA ''. MA PROUST CONTINUAVA A SOGNARE MONTAGNE D'ORO.AL PRINCIPIO DEL 1908 COMINCIO' A SCRIVERE DELLE PAGINE, CHE ANTICIPAVANO ALCUNI FRA I PRINCIPALI TEMI DELLA RECHERCHE. A PARTIRE DA QUESTO MOMENTO, NELLE LETTERE SI RINCORRONO GLI ANNUNCI, GLI AVVERTIMENTI, I GRIDI DI ATTESA E DI ALLARME : '' VORREI COMINCIARE UN LAVORO MOLTO LUNGO'' : '' TI DICO ADDIO, STO PER COMINCIARE UN LAVORO MOLTO IMPORTANTE''- FINO ALLA FRASE EVANGELICA E RUSKINIANA, ANSIOSAMENTE RIPETUTA '' LAVORATE FINCHE' AVETE ANCORA LA LUCE'', CHE ESPRIME IL SUO BIBLICO E DRAMMATICO EROISMO DELL'OPERA. ORMAI IL LIBRO INCOMBEVA, LA SUA VOCE GRIDAVA. CHE EGLI SI DEDICASSE SOLTANTO A LUI , CHE LA MANO COMINCIASSE A COPRIRE DI SEGNI LA CARTA, CHE LA VOLONTA' ALLONTANASSE OGNI COSA ESTERNA. MENTRE CRESCEVA L'ATTESA DI FRONTE A QUELLA COSA SENZA NOME E SENZA FORMA; E L'ISPIRAZIONE STAVA PER ASSALIRLO COME UN FIUME CHE NON SAPEVA DI POSSEDERE IN SE' STESSO. GLI SEMBRAVA DI ESSERE UNA MADRE . DA UN LATO , GLI PAREVA CHE LA GRAVIDANZA AVESSE ATTESO TROPPO, E CHE TUTTO SI FOSSE RAFFREDDATO DENTRO DI LUI; DALL'ALTRO, NON SAPEVA SE AVREBBE MAI VISTO IL FIGLIO CHE SI FORMAVA NEI SUOI FIANCHI E RACCOLTO LE FORZE NECESSARIE PER GENERARLO. DICEVA AL SUO LIBRO CON UN TRISTE E DOLCE SORRISO: '' TI VEDRO MAI ?'' COSI' IL LAVORO CREBBE FINO A GIUNGERE AL PAROSSISMO NEL 1909 , QUANDO PER SESSANTA ORE LA LUCE NON SI SPENSE NELLA STANZA DI BOULEVARD HAUSSMANN . SCRISSE A CELINE COTTIN, LA CUOCA, UN BIGLIETTO INCANTEVOLE:'' VI MANDO DEI VIVI COMPLIMENTI E RINGRAZIAMENTI PER IL MERAVIGLIOSO BOEUF A LA MODE. VORREI RIUSCIRE BENE COME VOI IN QUELLO CHE FARO' QUESTA NOTTE: VORREI CHE IL MIO STILE FOSSE COSI' BRILLANTE, COSI' CHIARO, COSI' SOLIDO COME LA VOSTRA GELATINA- CHE LE MIE IDEE FOSSERO COSI' SAPOROSE COME LE VOSTRE CAROTE E COSI' NUTRIENTI E FRESCHE COME LA VOSTRA CARNE''. AVEVA APPENA COMINCIATO A COMPORRE QUESTE PAGINE QUANDO SI INTERRUPPE, NEL FEBBRAIO E NEL MARZO, PER SCRIVERE I PASTICHES SULL'AFFAIRE LEMOINE. L'ISPIRAZIONE CHE NEGLI ANNI SCORSI L'AVEVA COMMOSSO SOLO PER BREVI SAGGI E ARTICOLI- LO ASSALI' ALL'IMPROVVISO, CON UNA FURIA DI CUI EGLI STESSO RIMASE STUPITO, MENTRE FACEVA IL VERSO A BALZAC E A FLAUBERT, A SAINTE- BEUVE E A RENAN. NESSUNA LETTURA, NESSUNA RICERCA, NESSUN CLCOLO, COME AVREBBE FATTO UN FATICOSO PARODISTA CRITICO. APPENA ACCORDO' IL SUO '' METRONOMO INTERIORE '' A QUELLO DEI PROPRI MODELLI, IL SUO PRODIGIOSO GENIO MIMICO LO INVASE E LO DOMINO', FINO A QUANDO LA MANO RICADEVA SPOSSATA SUL LETTO. AVEVA SEMPRE POSSEDUTO UN ORECCHIO FINISSIMO NEL COGLIERE LA MUSICA DI UN TESTO, L'ARIA DELLA CANZONE CHE IN OGNI SCRITTORE CORRE SOTTO LE PAROLE APPARENTI; ERA SEMPRE STATO UN VENTRILOQUO DEMONIACO, CAPACE DI CONTRAFFARE TUTTE LE VOCI DEL MONDO. ORA COLSE I TRATTI ESSENZIALI DI OGNI MANIERA STILISTICA E LI CONDENSO', UNI' IN MODO INSUPERABILE L'ESATTEZZA E IL GROTTESCO, COME SE LA PARODIA FOSSE LA CHIAVE PRIVILEGIATA PER COGLIERE L'ESSENZA DELLA REALTA', MENTRE DAL SUO LETTO DI MALATO, AVVERTIBILI FORSE FINO NELL'APPARTAMENTO DI MADAME KATZ, SGORGAVANO SCOPPI DI RISO, GEYSER DI BUONUMORE, ZAMPILLI DI GIOIA- QUEL RISO CHE NASCEVA IN LUI INSIEME DAL CANDORE INFANTILE E DALLA PERFETTA COMPRENSIONE INTELLETTUALE DELLA REALTA'.MA, DI QUESTO PRODIGIO , FU INSIEME FELICE E IRRITATO. ERA DISCESO NEL REGNO DELL'ALTRO, DOVE POSSIAMO TROVARE LA FELICITA' MA ANCHE PERDERCI COMPLETAMENTE: CONTINUANDO COSI' , AREBBE POTUTO DIVERTIRSI A RISCRIVERE TUTTA LA LETTERATURA, FINO A TERRORIZZARE COLORO CHE PRENDEVANO IN MANO LA PENNA. MA CHE GLI IMPORTAVA ORA DI DIVENTARE FLAUBERT O SAINT-SIMON ? CONTINUAVA A SOSTARE INDEFINITIVAMENTE NEL VESTIBOLO DELL'OPERA; QUELLO CHE GLI PREMEVA ERA DI SCOPRIRE LA SUA ARIA E DI CANTARLA FINALMENTE A PIENA VOCE. POI, AL TEMPO DELLA RECHERCHE , SI SAREBBE LASCIATO ISPIRARE DI NUOVO DAL SUO ISTINTO DI VENTRILOQUO PARODIANDO PERSONAGGI E SCRITTORI E TRASFORMANDO IL TESTO , COME AVEVA FATTO GOETHE NEL FAUST II , IN UNA SPECIE DI COMPENDIO DELLA LETTERATURA UNIVERSALE. QUANDO ARRIVO' L'ESTATE ERA DI NUOVO FERMO.SENZA UN'ARCHITETTURA O UNA CORNICE, IL LIBRO NON PROCEDEVA, MENTRE ERA PROPRIO DI UN'ARCHITETTURA, SOLIDA COME QUELLA DELLE CHIESE MEDIOEVALI, CHE IL SUO SPIRITO AVEVA BISOGNO. ANDO' A CABOURG UNA SERA VIDE SULLA DIGA UN'ATTRICELUCY GERARD. ERA UNA SERA INCANTEVOLE, IN CUI IL TRAMONTO NON AVEVA DIMENTICATO CHE UN COLORE: IL ROSA. ORA IL SUO VESTITO ERA TUTTO ROSA E DA LONTANO METTEVA SUL CIELO ARANCIONE IL COLORE COMPLEMENTARE DEL CREPUSCOLO. SONO RESTATO A LUNGO A GUARDARE QUESTA FINE MACCHIA ROSA, E SONO RIENTRATO, RAFFREDDATO, QUANDO L'HO VISTA CONFONDERSI CON L'ORIZZONTE ALL'ESTREMITA' DEL QUALE FUGGIVA COME UNA VELA INCANTATA. TORNATO A PARIGI, NELL'AUTUNNO, PRESE UNA DECISIONE DISPERATA. AVREBBE RINUNCIATO ANCORA UNA VOLTA ALL'OPERA, FUGGENDO LONTANISSIMO DAL CENTRO, ALL'ESTERNO DEL LIBRO, ALL'ESTERNO DI SE' STESSO, MOLTO PIU' LONTANO CHE AI TEMPI DEI PASTICHES. FORSE IMMAGINO' CHE SOLO COSI' - FUGGENDO COME ERA ABITUATO A FARE- SI SAREBBE AVVICINATO AL PROPRIO CUORE COMINCIO' A RILEGERE LE CAUSERIES DU LUNDI, CHATEAUBRIAND ET SON GROUPE, I PORTRAITS CONTEMPORAINES E DECISE DI SCRIVERE CONTRO SAINTE-BEUVE E IL SUO METODO